Crans Montana: "Il risultato di una scelta scellerata"
- IEE - Team

- 27 gen
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La tragedia di Crans-Montana, in cui hanno perso la vita 40 persone e ne sono rimaste ferite 116 dimostra ancora una volta che, ancora oggi, non ci siamo.

Tra i media si scorgono, come sempre, commenti d’odio, d’amore ma una sola domanda disperata e ridondante: Dio dov’era? La domanda che bisognerebbe porsi è inversa: Noi dov’eravamo? Anzi, ma noi, dove siamo? Queste tragedie non sono una casualità, tantomeno una punizione divina. E’ ciò che scegliamo quando preferiamo una strada in discesa, sperando addirittura di tagliare magicamente un traguardo e concentrandoci su un solo obiettivo, che in questo caso poi, era semplice denaro.

Questa tragica realtà è all’ordine del giorno quando si parla di isolamento, acustico o termico. La verità è che non si dovrebbe guardare solo ai soldi quando spenderli significa salvare vite. In questo ‘mondo’, ho compreso l’importanza dei materiali destinati alle costruzioni.

Quando, con i giorni, ho visto visi diversi ma uguali nel destino, mi sono sentita responsabile. Siamo tutti responsabili se continuiamo ad alimentare questa macchina mortale. Non era Dio a mancare, eravamo noi. Lo siamo quando preferiamo edificare un immobile isolandolo con materiali non conformi sapendo che, in caso d’incendio, condanniamo chi ne sarà vittima. Peggio ancora, quando preferiamo ottenere un’acustica migliore all’interno di un locale, dimenticandoci del resto.. Se da oggi vogliamo essere presenti e coerenti dobbiamo smettere di porre domande ma iniziare a dare risposte. Il nostro pensiero è rivolto alle vittime. Noi continuiamo e continueremo a combattere per proteggere l’umanità.
K. >
